Recensione: The Haunt of Fear

Editore 001 Edizioni
Autori Al Feldstein, Bill Gaines
Prima pubblicazione 1950
Prima edizione italiana 2015
Formato 17×24 cm, brossura bianco e nero
Numero pagine 176 pagine

Prezzo 12,00 euro

Eh! Eh! Vedo che avete di nuovo fame di orrore…
siete tornati per altre appetitose portate di urla del mio calderone!
Oh, bene! Benvenuti nel covo della paura!
da The Haunt of Fear

HORROR MADE IN EC COMICS

the-haunt-of-fear-04A Mantova Comics ci siamo trovati davanti al nuovo capitolo di The Haunt of Fear targato 001 Edizioni, il quarto dei cinque volumi che ripropongono per la prima volta in versione integrale e cronologica la mitica serie di fumetti horror della EC Comics.

Grazie a questa splendida iniziativa troverete, tra le altre, le terrificanti storie dell’orrore del grande Ray Bradbury, riadattate da Al Feldstein, uno dei caporedattori della EC Comics. Attraverso i racconti introdotti come sempre da La Vecchia Strega, Il Custode del Sepolcro e Il Custode della Cripta rivivrete le terrificanti avventure che spaventavano i ragazzi, ma non solo, nell’America degli anni ’50.

LE STORIE

Nel quarto volume intitolato Amore, lasciati ammazzare!, sono racchiuse ben sei uscite della serie The Haunt of Fear, nello specifico dalla numero 17 alla numero 22, che a loro volta contengono quattro racconti di terrore e paura.

Ecco un prospetto delle storie contenute in questo volume:

haunt-of-fear2The Haunt of Fear #17 – (gennaio/febbraio 1953)

  • Orrore noi? E tu invece? – Testi: Al Feldstein, Disegni: Graham Ingels.
  • Gorilla dei miei sogni! – Testi: Al Feldstein, Disegni: George Evans.
  • Questione di somiglianza! – Testi: Al Feldstein, Disegni: Jack Kamen.
  • Festa in Giardino – Testi: Al Feldstein, Disegni: Jack Davis.

The Haunt of Fear #18 – (marzo/aprile 1953)

  • Giù la pipa! – Testi: Al Feldstein, Disegni: Graham Ingels.
  • Il letto dell’orrore! – Testi: Al Feldstein, Disegni: George Evans.
  • Ventre esplosivo! – Testi: Al Feldstein, Disegni: Jack Kamen.
    La ruota nera! – Testi: Al Feldstein, Disegni: Jack Davis.

HAUNT OF FEAR 10001The Haunt of Fear #19 – (maggio/giugno 1953)

Esca per stupidi! – Testi: Al Feldstein, Disegni: Graham Ingels.
Amore, lasciati ammazzare! – Testi: Al Feldstein, Disegni: George Evans.
Testa a testa – Testi: Al Feldstein, Disegni: Jack Kamen.
Fuori campo – Testi: Al Feldstein, Disegni: Jack Davis.

The Haunt of Fear #20 – (luglio/agosto 1953)

Divertimento Stupido! – Testi: Al Feldstein, Disegni: Graham Ingels.
Treno del terrore – Testi: Al Feldstein, Disegni: Albert B. Feldstein.
Sanguinosamente certo – Testi: Al Feldstein, Disegni: Reed Crandall.
Inganno all’ultimo grifo! – Testi: Al Feldstein, Disegni: Jack Davis.

the haunt of fearThe Haunt of Fear #21 – (settembre/ottobre 1953)

  • L’erede senza colore – Testi: Al Feldstein, Disegni: Graham Ingels.
  • Non dire gatto… se è morto nel sacco! – Testi: Al Feldstein, Disegni: Jack Davis.
  • Imbottigliata! – Testi: Al Feldstein, Disegni: Reed Crandall.
  • L’alto costo della morte! – Testi: Al Feldstein, Reed Crandall.

The Haunt of Fear #22 – (novembre/dicembre 1953)

  • Vorrei che tu fossi qui – Testi: Al Feldstein, Disegni: Graham Ingels.
  • Scacco Matto – Testi: Al Feldstein, Disegni: George Evans.
  • Biancaneve e i sette nani – Testi: Al Feldstein, Disegni: Jack Kamen.
  • Nipote Modello – Testi: Al Feldstein, Disegni: Jack Davis.

LE INFLUENZE

Ssplash25-963x1024Bradbury non è l’unico autore horror a ispirare i brevi racconti all’interno di questo volume. Infatti, qui come nell’intera serie di Haunt of Fear, ci sono omaggi, rimandi e riadattamenti di vari maestri del brivido come Edgar Allan Poe nella storia Divertimento stupido!, Wylliam Wymark Jacobs in Vorrei che tu fossi qui e H.P. Lovecraft in Nipote Modello.
Grazie a queste solide basi, riadattate in uno stile black comedy che ben si sposa con i fumetti, questi racconti allora come oggi spaventano e al tempo stesso divertono il lettore. Proprio questa è la forza dell’antologia, ovvero il saper unire le atmosfere e le vicende dell’horror classico, al registro più leggero degli albi a fumetti per ragazzi. Troverete quindi storie cupe e terribili ma che in vari punti vi lasceranno con un sorriso sulle labbra, o meglio con un bel ghigno.

STILE CLASSICO DAL GUSTO RETRO

Weird-ScienceL’EC Comics fu quindi molto abile nell’unire in un mix riuscito horror e fumetti, operazione che replicò anche con i generi di fantascienza con Weird Science Fantasy e poliziesco con Crime SuspenStory. Leggendo le storie si nota subito uno stile classico dal gusto retrò, che, grazie all’abilità degli sceneggiatori, mantiene quella freschezza e quello spirito originario che ce le fa gustare pienamente anche al giorno d’oggi.

fearSe le storie mantengono il loro originario splendore, anche i disegni non sono da meno. I vari artisti che si sono alternati nel dare forma a queste storie (vedi sopra) si distinguono tutti per un tratto incisivo e d’effetto e per un uso potente del chiaroscuro che ben si sposa con le atmosfere crepuscolari dei racconti.

SEMPRE ATTUALE

Quando un prodotto è ben fatto può capitare che trascenda il periodo storico in cui è stato creato.
Questo è il caso di The Haunt of Fear, realizzato per il pubblico degli anni ’50, ma che sicuramente può essere apprezzato anche ai giorni nostri. Che siate degli appassionati da tempo dei lavori della EC comics o che semplicemente siate curiosi di dare un’occhiata ai lavori della storica casa editrice americana, vi consiglio vivamente l’acquisto di questo volume, così come delle altre serie riedite dalla 001 Edizioni. Il divertimento è garantito.

Fonte Immagini: 001Edizioni, galleryhipethunter1.blogspot, comicheavennotasdecine.blogspot


The haunt of fear: 1
The haunt of fear: 2
The haunt of fear: 3
The haunt of fear: 4
Haunt of Fears, A: Strange History of the British Horror Comics Campaign

C4 MATITE:

Alessandro Di Giulio

Il mondo del fumetto l'ho sempre amato da quando mia madre mi portò al primo Lucca Comics della mia vita, penso che ora si odi per questo; da allora li compro li leggo e li colleziono e non me ne sono mai pentito. Ho 31 anni mille passioni e una vita sola per poterle coltivare; questo è il cruccio di molti di noi. Cosa c'è di meglio allora di scrivere di una di queste grandi passioni?..

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