Recensione: The Mightly and Deadly Iron Gang #1

Editore Shockdom
Autori Officina Infernale
Prima pubblicazione 3 febbraio 2017
Prima edizione italiana 3 febbraio 2017
Formato 16 x 23 cm
Numero pagine 144

Prezzo 15,00 euro

Alcuni invocavano il diritto di continuity… Altri morivano e basta

Tutto quello che leggerete, l’avrete già visto. Non è qui che troverete la storia originale, l’interpretazione autoriale sul soggetto supereroistico, capace di far nascere una riflessione profonda nel consumatore: qui c’è solo mash-up in tutte le salse (io prendo quella alle acciughe, grazie), tamarraggine e tanta, ma tanta violenza sia fisica che verbale. Sto parlando di The Mightly and Deadly Iron Gang #1, pubblicato da Shockdom dopo essere nato come webcomic e realizzato dall’Officina Infernale, con il quale ho sviluppato un rapporto di amore/odio.

UN MONDO DI CITAZIONI

La questione infatti è molto complicata. Attratto come un bambino dallo stile iper-pop, coloratissimo, che mi ricordava i vecchi fumetti di Spider-man anni ’70 che adoravo anche solo per la scelta grafica, mi sono gettato nelle grinfie dell’Iron Gang, benché non sia un grande fan dei supereroi, o meglio, benché non lo sia più. Tuttavia qualcosa mi suggeriva che il titolo potesse avere un certo interesse. La premessa mi ha subito chiarito come stavano le cose: non ha nemmeno provato a girarci attorno, è andata dritta al punto affermando che le pagine seguenti sarebbero state un’accozzaglia di fatti/eventi/personaggi già visti, e qui solo mescolati. Fin dalle prime battute ecco spuntare citazioni Marvel (Ciclope, Iron Man) e DC Comics (Superman fra tutti), a cui si intreccia la criminalità statunitense, veri casi di omicidi e serial-killers, con un pizzico di satanismo che non guasta mai. Ora, direte voi: sapevi a cosa andavi in contro, no? Perché non ti sei fermato appena hai capito che forse non era il titolo per te?

LA MALATTIA DELLA CONTINUITY

The Mightly and Deadly Iron Gang soffre, a mio parere, di un solo difetto: la longevità. Infatti i primi due episodi sono stati eccezionali, serrati al punto giusto, battute sarcastiche perfette che mi hanno fatto ridere genuinamente. Poi di colpo entri nel meccanismo della serialità e la freschezza(!) cala drasticamente: il titolo va quindi a schiantarsi contro il più grande scoglio della produzione d’oltreoceano, la capacità di agganciare un lettore a lungo raggio. Inoltre, non per un eccesso di moralismo, ma una trama non si può basare solo su personaggi che sparano cazzotti e parolacce, a meno che tu non sia Jena Plissken. Questo giudizio sulla narrazione si scontra con un tratto e un uso dei colori che delizia l’occhio con atmosfere vintage e un character design accattivante che però non mi consente di consigliarne l’acquisto.


The mighty and deadly iron gang
Black screen
Le cose così
Paperi – Volume: 1
Blue: 1

C4 MATITE:

Andrea Tondi

Filologo romanzo, vive nel suo mondo fatto di cavalieri e avventure mistiche nella foresta. Quando torna nel mondo reale, scrive di fumetti.

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