Recensione: The Steams

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Editore Noise Press
Autori Luca Frigerio, Umberto Giampà, Marcello Iozzoli, Francesco Polizzo, Daniele Cosentino e Mattia Zoanni
Prima pubblicazione Novembre 2015
Prima edizione italiana Novembre 2015
Formato 17 x 26 cm, spillato
Numero pagine 44 a colori
Prezzo 5,50 euro

Stanotte è accaduto un fatto alquanto spiacevole, sia per il Secret Intelligence Service che per l’Impero stesso. Forse è meglio che tu veda con i tuoi occhi…
– da The Steams

CARTA E VAPORE 

steamsDalla sua nascita “ufficiale”, negli anni ’80, il genere steampunk ha sempre conservato una sua sostanziosa cerchia di fan; non si parla di numeri stratosferici, ma certamente di lettori appassionati. Nulla di strano, dunque, se la giovane casa editrice indipendente Noise Press ha deciso di dedicare una delle sue prime pubblicazioni a questo filone narrativo. The Steams #1 è il primo numero di una serie pensata per contenere due storie per albo; l’idea di Noise Press è quella di alternare episodi autoconclusivi e storie più lunghe; purtroppo però in questo primo esperimento la pressione del vapore che alimenta i meccanismi narrativi di The Steams non si è dimostrata sufficiente. Non del tutto, almeno.

Noise Press è nata nel 2014 e da un paio d’anni fa degli esordienti e dei giovani artisti il suo punto di forza. Per quanto The Steams presenti luci e ombre, di cui adesso parleremo in dettaglio, resta dunque da lodare l’iniziativa editoriale della giovane casa editrice.

DUE FACCE DI DUE DIVERSE MEDAGLIE 

Ma andiamo con ordine. Iniziamo dai punti di forza: I Wonder Who, la storia scritta da Massimiliano Grotti e Luca Frigerio, disegnata da Umberto Giampà e colorata da Mattia Zoanni è la migliore dell’albo. Si tratta del primo episodio di una storia più ampia e, sebbene non sia mai facile giudicare un mosaico da una manciata di tasselli e a discapito di alcune piccole pecche, regge, incuriosisce e lascia la voglia di saperne di più; tutto quello che un racconto, disegnato o meno, dovrebbe fare.

Schermata 2016-06-12 alle 00.02.23Alcune fragilità, dicevamo. I dialoghi sono frizzanti e scorrevoli, ma spesso risultano forzatamente ad effetto e un poco ingenui. I personaggi sono a malapena abbozzati – ma ripetiamo, questo è un elemento correggibile con il seguito della storia – e la protagonista è la classica eroina prosperosa dalla personalità impenetrabile, altezzosa e dalla risposta tagliente: uno stereotipo che personalmente mal sopporto e che, per fortuna, proprio negli ultimi anni sta andando incontro a un processo di demolizione e ricostruzione nelle diverse declinazioni del panorama fumettistico internazionale.
Incuriosisce invece il delitto misterioso raccontato nelle venti pagine, che da una parte potrebbe spingere il lettore ad acquistare il secondo volume e dall’altra può essere sfruttato per caratterizzare i personaggi con maggiore profondità psicologica. Gradevoli, funzionali, accurati nella resa dei costumi e nel character design i disegni di Umberto Giampà, che contribuisce significativamente alla buona riuscita dell’episodio.

Meno bene per Punch Drunk, la storia scritta da Francesco Polizzo, disegnata da Daniele Cosentino e colorata da Marcello Iozzoli. Stavolta ci troviamo davanti alla storia breve del forzuto e solitario Volodymir Azarov, soprannominato Orso di Kodiak per aver completato con successo un’intuibile impresa. Sebbene il racconto si proponga come autoconclusivo, alla fine delle venti pagine la narrazione risulta troncata, con tanti spunti nominati ma lasciati cadere nel vuoto. Le matite di Daniele Cosentino sembrano a tratti un po’ legnose, nelle movenze dei personaggi così come nell’espressività dei volti. La narrazione è però sufficientemente fluida e l’impressione è che con il tempo il segno dell’artista possa maturare per  trovare uno stile più personale.
Scrivere e disegnare una storia autoconclusiva che non lasci l’amaro in bocca con così poco spazio a disposizione è compito non arduo, di più. La sinteticità, la capacità di strutturare gli eventi e l’abilità di rendere i personaggi interessanti in poche pagine sono caratteristiche di cui, a volte, difettano anche i più capaci fumettisti. Non sembra giusto, quindi, penalizzare eccessivamente il team artistico di Punch Drunk per aver tentato di riuscire in una simile impresa.

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IN CONCLUSIONE

Un albo riuscito a metà, dunque, in cui lo steampunk viene più nominato che mostrato e che lascia spazio ad ampi miglioramenti con il proseguire della storia. Per gli appassionatissimi del genere il consiglio è quello di provarlo e trarre le proprie conclusioni, per tutti gli altri è forse più prudente aspettare le prossime uscite per comprendere la direzione che prenderà la serie.

Un’ultima nota sul rapporto qualità/prezzo. Il prezzo di copertina di 5,50 € per 44 pagine spillate può apparire sconveniente, ma è giustificabile se si pensa all’ottima qualità della carta e alla tiratura, certamente non elevatissima per un prodotto del genere.


The steams: 1
Sort of fairytale (A): 1
Dead blood: 1
Dead blood: 2
The quest: 1




LA NOSTRA PAGELLA: 5/10



Marzio Petrolo

Appassionato e lettore di fumetti da più di un decennio. Affamato di fumetti intelligenti, bizzarri, magici, ermetici o almeno esoterici. Debitore a vita di Neil Gaiman e della sua prosa.

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1 Risposta

  1. 28 settembre 2016

    […] About Paul Izzo Frequenta un corso di sceneggiatura tenuto da docenti quali Antonio Serra e Francesco Artibani. Comincia pubblicando sulla piattaforma Verticalismi.it fino a collaborare alla creazione della saga di Viole(n)t Hill. Ha all’attivo diverse pubblicazioni per il mercato nazionale ed internazionale come Il diario di Ernest Egg, Robotics 1 e 2, e The Steams. […]

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