Recensione: Tropical Blues #1 e #2

Editore Sergio Bonelli Editore
Autori Luigi Mignacco (testi), Marco Foderà (disegni) e Pasquale Frisenda (copertine)
Prima pubblicazione Giugno 2015 – Luglio 2015
Prima edizione italiana Giugno 2015 – Luglio 2015
Formato 17 cm x 21,3 cm
Numero pagine 100

Prezzo 3,50 €

Il mare è un Dio crudele e capriccioso. Magari uccide il marinaio più previdente ed esperto, e poi salva la vita al novellino incosciente.

LE MINISERIE

kfZBkjGN0=--Sarò onesto. Quando durante la scorsa edizione di Lucca Comics & GamesSergio Bonelli Editore presentava la collana Le miniserie ero davvero scettico, per innumerevoli motivi. I romanzi a fumetti che sono stati pubblicati nel corso degli anni 2000, un’unica macrostoria che si concludeva in poco più di 300 pagine, sono stati soppiantati dalla collana Le storie, che – con un numero ridotto di pagine, presenta mese dopo mese storie diverse e autoconclusive. Quindi perché creare una testata parallela che sostanzialmente ripropone lo stesso formato? Tornerei indietro nel tempo e direi a me stesso “Perché cercare di capire prima di aver letto un primo ciclo di storie?

E così ho fatto. Coney Island, la prima miniserie della collana, è stata una storia – scritta da Gianfranco Manfredi – avvincente, dominata dalle atmosfere e dai personaggi che necessitava una suddivisione in tre albi. Un solo giro sulla giostra non è sufficiente.

TROPICAL BLUES

5JIf0nF8GztzUf6DssSO2WuC6wv5eM=--Spieghiamo le vele e prepariamoci per tre mesi in alto mare. No! Tranquilli, nessuna brutta notizia. L’alto mare che ci aspetta è quello di Tropical Blues, la seconda miniserie della collana – scritta da Luigi Mignacco e disegnata da Marco Foderà. Una vera e propria dichiarazioni d’intenti è scritta dallo sceneggiatore, Mignacco, nell’editoriale del numero uno. Pratt, Salgari, Stevenson sono citati in apertura, e c’indirizzano verso la storia che ci aspetta subito dopo il frontespizio.

I fumetti hanno una funzione principale, devono riuscire a catapultare il lettore in nuovi mondi, far percepire tutte le atmosfere e il ritmo della storia. Leggendo Tropical Blues mi sono ritrovato in una situazione che leggendo fumetti non mi capita più spesso come quando ero ragazzino. Sentivo il sapore della salsedine del mare degli Arafura – location della storia – e il sole che picchiava forte mentre all’orizzonte si profilava la Nuova Guinea. Anche le onde del mare e i passi sul pontile erano reali, e probabilmente – in un movimento irriflesso – ho portato la mano agli occhi per ripararmi dal sole.

Com’è possibile essere così dentro una storia vivendola intensamente? Non è neanche il genere che leggo abitualmente! Qui entra in gioco l’abilità di uno sceneggiatore – uno dei nomi storici di Bonelli – che nel corso degli anni ha scritto innumerevoli personaggi. Da Dylan Dog a Saguaro, passando per Mister No, Dampyr e Nick Raider: Luigi Mignacco è un autore a 360° gradi e Tropical Blues mi ha illuminato sulla sua scrittura. Sì, perché dopo aver letto tutte le sue storie scritte per Dylan Dog, mi è chiaro che il versante in cui mostra il meglio di sé non è l’incubo, ma l’avventura.

E avventura sia! Sin dalla prima tavola, dove il mare ondeggia e ci presenta la situazione che sarà il fulcro della storia. Un naufragio e due uomini alla deriva. Il capitano Starke, un duro avventuriero con un passato da militare e Mike Somerset III, un ricco borghese alla ricerca di oggetti per il suo museo. Somerset III decide di raggiungere la terraferma a nuoto, e svanisce nel nulla. Nessuna traccia, ne un corpo su cui piangere.

IL MARE DEGLI UOMINI LIBERI

5JIf0nF8PTa20Bpym9RfFJf+WcYPdw=--Il vero protagonista della storia – soprattutto del numero uno – è Ray Harvest, detective privato di San Francisco incaricato dal nonno del giovane Somerset di ritrovare il nipote. Ray è un protagonista perfetto, con la sua aria strafottente e la cautela delle sua azioni che leggiamo attraverso le didascalie narrate in prima persona. Piccolo inciso, proprio le didascalie sono una grande forza della storia, poiché permettono al lettore di stabilire il carattere degli altri personaggi avendo un punto di vista molto forte.

Il mare degli uomini liberi, il numero uno di Tropical Blues è strutturato per dare risalto non solo alla storia, ma soprattutto per identificare tutti i personaggi e capire il loro ruolo all’interno della fitta trame di relazioni. Ray Harvest, per non destare sospetti si finge uno scrittore avventuriero e chiede l’aiuto per una spedizione al capitano Starke e al suo fido marinaio maori Joe. Sulla sua strada incontra anche la cugina del giovane Somerset, Maud e il colonnello Welsh che aveva diretto le prime operazioni di ricerca. Signori e signore, il cast è completo. Diverse personalità e ruoli predominanti che si scontrano da subito e devono trovare un punto d’incontro per poter procedere nella navigazione. Il primo albo si chiude esattamente come si era aperto. Una splendida panoramica dall’alto dell’oceano con tanto di gabbiani che risuonano nelle mie orecchie.

NEL LABIRINTO VERDE

cZyNQ=--Nel labirinto verde, la seconda parte di Tropical Blues, già dal titolo, chiarisce in cosa s’imbatteranno il gruppo di esploratori. Una foresta, costellata d’insidie e popolazioni ostili e allo stesso tempo curiose della vita dell’uomo bianco. In questa seconda parte della storia Ray Harvest perde in parte la centralità come narratore e diventa un racconto corale. Lo si nota subito dalla riduzione di didascalie narrate da Ray.
Un’altra costante che rende l’albo vivamente sonoro sono le onomatopee. Fruscii, spari, versi di animali, aiutano a rivivere il mondo della Nuova Giunea come avevo anticipato poco prima.

Non solo storia, ma anche tante gioie per gli occhi! Il merito è di Marco Foderà, che dopo le avventure cittadine di Nick Raider e Julia, e alle aride terre di Saguaro, sprigiona dalla sua matita tutta l’acqua e la sabbia per Tropical Blues. Foderà fa letteralmente muovere le onde del mare sulle sue tavole, e riesce a strapparmi un sorriso con le mille espressioni da marpione che ha impresso sul volto di Ray Harvest. L’altro grande personaggio che parla con la sola espressione del volto è il capitano Starke. Marco Foderà con la sua matita riesce a raccontare tutto il male della guerra e di una vita trascorsa in mare.

Luigi Mignacco e Marco Foderà, non poteva esserci duo più appropriato per questo piccolo tesoro dell’avventura. La fatidica domanda: consiglieresti questa miniserie? Sì. Soprattutto mi piacerebbe vedere nonni e nipoti leggerla uno di fianco all’altro. Si creerebbe il connubio perfetto: la magia della scoperta del bambino e la malinconia della senilità della vita. Ora qualcuno, mi paghi in volo diretto – anche scali sono ammessi – per la Nuova Guinea.


Tex. Patagonia
Dylan Dog. Mater Morbi
Dylan Dog. Caccia alle streghe
L’inizio. Orfani: 1
Ringo. Orfani: 1



LA NOSTRA PAGELLA: 6.5/10



Luigi Formola

27 Luglio 1986. Musicista, scrittore e comunicatore. All'età di otto anni mi divertivo a riscrivere i climax di molti film. A dodici anni scelgo Dylan Dog come costante della mia vita. A vent'anni, l'università, Scienze della Comunicazione, una tesi sulla correlazione degli stili di vita e le marche. A ventun'anni la mia prima ed unica band i Dreamway Tales. Nel 2013 studio sceneggiatura alla Scuola Internazionale di Comics di Roma. Attualmente collaboro con la NPE, come traduttore e autore, e sono al lavoro sul mio primo romanzo con l'agenzia letteraria TZLA.

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