Recensione: Tumorama

Editore Shockdom
Autori Pablo Cammello
Prima pubblicazione 7 aprile 2017
Prima edizione italiana 7 aprile 2017
Formato 17 x 24 cm
Numero pagine 176

Prezzo 12,00 euro

Poi una mattina ti svegli e quello che hai non ti basta più… E sei costretto ad inventarti una risposta alla domanda “Qual è la vita che desidero?”. 

Dopo il successo della versione web – culminato con la candidatura al Premio Attilio Micheluzzi del Napoli Comicon 2017 -, pubblicata sulle pagine dei colleghi di Lo Spazio Bianco ed una prima versione cartacea autoprodotta in grande formato ritorna Tumorama, secondo lavoro cartaceo di Pablo Cammello, edito questa volta da Shockdom in un agile brossurato che raccoglie all’interno delle sue 176 pagine la raccolta degli episodi pubblicati sul web arricchiti da ulteriori contenuti extra.

LOST IN MYLANO

Per parlare di questo fumetto bisogna inanzitutto fare un piccolo passo indietro. Tumorama non è un fumetto per tutti (o perlomeno ad un primo impatto non sembra volerlo essere), è figlio di quella generazione che potremmo definire pop acid che prende il meglio della cultura popolare e quella underground per andare a creare qualcosa di ancora più grande. Successi del calibro di Adventure TimeRick & Morty nel mondo dell’animazione e di Micheal Deforge Jesse Jacobs nel mondo dei fumetti sono degli esempi perfetti per esprimere questa dicotomia vincente. Cammello si fa carico di questo enorme bagaglio culturale per presentarci un lavoro grottesco, tendente quasi alla filosofia delirante del teatro dell’assurdo che però è molto vicino alla realtà moderna.

Una realtà come quella di Mylano, città surreale in cui si può rimanere ustionati da una pioggia di ciccolato bollente (scatenato dal rito satanico di un biscotto), in cui all’interno del proprio divano si può incontrare Adolf Hitler – redento dalla sua vita passata e segnato dal suo passaggio in una comunità hippie -, in cui si può ordinare Dio ancora da assemblare su Ikea, dove uno sciopero degli spacciatori mette in crisi un’intera realtà popolare, è lo specchio più brutale (e divertente) sul quale possiamo affacciarci.

POP-ACID-UNDERGROUND

TumorboyRubens e il loro amico-cane-convivente-ignegnere-inventore Plutarco sono sociopatici, dediti all’uso continuo di stupefacenti e calati alla perfezione in questa atmosfera profondamente weirdo, Virgili di un mondo in cui non esiste alcuna regola. Le loro avventure, raccolte nei 12 episodi che compogonono questo lavoro sono lo spunto per l’autore per sperimentare senza alcun freno (e di questo bisogna fare anche i complimenti a Shockdom per  la libertà concessa), di divertirsi e di raccontare uno spaccato della società senza però ricadere nella facile e prevedibile retorica del giudizio.

L’opera comunque non si presenta esente da difetti, proprio a causa della sua struttura episodica, raggiungendo picchi altissimi (come nel caso della bellissima “La storia di pizza“) ed altri capitoli meno riusciti. Nel complesso comunque Tumorama si inserisce alla perfezione nell’olimpo delle opere new wave dell’editoria italiana, capace di staccarsi perfettamente dall’autorialità del prodotto “da libreria” per andare a creare qualcosa di nuovo, fresco e veramente interessante.

I disegni rispecchiano alla perfezione quanto eviscerato in precedenza. L’artista milanese decide di affrontare la storia con un tratto fortemente sporco e gritty, seppur attraverso un utilizzo della tavola classico. Il tratto è capace di rappresentare a fondo il disagio e il “marciume” che trasuda dalle vignette che vi scorreranno veloci tra le dita, senza però dimenticare la componente “fantastica” e profondamente grottesca.


Tumorama
Francis
Blue: 1
Quando c’era LVI
Paranoiae



LA NOSTRA PAGELLA: 7.5/10



Pietro Badiali

Nato e cresciuto con Batman-The Animated Series ed i film di Tim Burton mi approccio ai fumetti anche grazie ai supereroi. Alla 150esima resurrezione decido di lanciarmi anche in altri campi. Ora sono un onnivoro: manga, graphic novel, BD, comics...l'importante è la qualità.

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