Recensione: Tutte le Ossessioni di Victor

Editore Diábolo Edizioni
Autori Davide Calì, Squaz
Prima pubblicazione 2015
Prima edizione italiana 2015
Formato 17×24 cm brossurato con alette
Numero pagine 144, a colori

Prezzo 15,95 euro

E perché ho la sensazione che ci sia qualcosa di fondamentale che dovrei capire e che invece continua a sfuggirmi?

L’OSSESSIONE È UN GIOCO CHE SI FA DA GIOVANI

victor_copertinaCosì recitava John Cutter, l’ingénieur magistralmente interpretato da Michael Caine nel film The Prestige. Il nuovissimo volume di Diábolo Edizioni sembra ribadire il concetto, sebbene si parli di altre ossessioni e di altra gioventù. Prima di avventurarci nella psiche di Victor, scopriamo qualcosa in più del suo creatore.
Davide Calì nasce in Svizzera una quarantina d’anni fa, inizia la sua carriera in Italia come autore completo di fumetti, collaborando con riviste ormai celebri come Linus. Diventa poi uno dei più celebri e prolifici autori di letteratura per l’infanzia, scrive per il mercato francese un numero imprecisato di libri per bambini che vengono tradotti e pubblicati anche in italiano dalle principali case editrici del nostro Paese.
Ora Calì torna al suo primo amore: Tutte le Ossessioni di Victor non solo rappresenta il suo ritorno nel mondo della narrativa per immagini, ma è anche il suo primo graphic novel per un pubblico adulto.

Il volume è narrato in prima persona dal nostro problematico Victor. Colto in un momento di riflessione, si ritrova a percorrere a ritroso gli episodi più significativi della sua vita e a interrogarsi sull’origine delle sue manie quotidiane. Guardandosi alle spalle, il nostro protagonista cerca di collegare ogni singola ossessione che lo tormenta nel presente alle cause scatenanti nel passato. E così veniamo trascinati in un susseguirsi di episodi, dettagli, suggestioni e ricordi rivelatori.
Screenshot_2015-03-04-00-53-10Ci sono ovviamente di mezzo le donne e il sesso. Questi due misteriosi universi influenzano profondamente Victor sin dalle prime cotte infantili. D’altronde chi, da fanciullo, non è rimasto in qualche modo segnato dai primi amori, dalle prime scottanti rivelazioni su quel mondo da cui gli adulti cercano in ogni modo di preservarci il più a lungo possibile? E poi ci sono le relazioni più recenti, ma non per questo meno rilevanti. Sono quelle che vivi con maggior consapevolezza, che ti fanno soffrire per il semplice motivo che sai che stai sbagliando qualcosa, ma non capisci cosa e non capisci dove.

Ma non sono solo i rapporti con il gentil sesso a risvegliare nel Nostro bizzarri tic o riflessi condizionati. Ci sono tante piccole stranezze nascoste nel passato di Victor che l’hanno resto l’uomo che è oggi: i criceti che riportano a galla ricordi morbosi, lo spaventoso corso di nuoto imposto dai genitori, i guai combinati e cui maldestramente tentò di porre rimedio e tutti gli individui più o meno originali incontrati nel corso della vita.
Ogni episodio giustifica un aspetto dell’uomo. Ogni racconto si guarda bene dal fornire risposte, ma fa sorgere volentieri una manciata di nuove domande.
Questo è Victor: tante domande senza risposta.

ILLUSTRARE L’INCONSCIO 

victor_129Grandissimo merito va dato a Pasquale Todisco, in arte Squaz, per lo splendido lavoro fatto sul versante visivo del volume. Il tratto dell’artista pugliese, già conosciutissimo negli ambienti del fumetto indipendente, vanta al tempo stesso un tratto grottesco e controllato. La narrazione è scorrevole e chiara anche quando, al piano fisico, vengono affiancate illustrazioni riferite all’inconscio, al piano psicologico. E proprio in questo aspetto eccelle Squaz: un’intuizione grafica eccezionale e l’evidente voglia di sperimentazione portano il lettore ad addentrarsi nella mente scombussolata del protagonista senza nemmeno rendersene conto. Piccoli indizi inseriti ad arte nelle tavole rendono fluido il passaggio da realtà a immaginazione, da inconscio a realizzazione.

Il codice cromatico del libro è altrettanto chiaro e funzionale. Il presente e le memorie recenti vengono deliberatamente realizzate con un tratto sporco e quasi in assenza di colori, al limite del bianco e nero. Al contrario, i ricordi d’infanzia e di gioventù sono vividi, illustrati con colori caldi e perfettamente delineati nella mente di Victor, a sottolineare il ruolo granitico che sono destinati a ricoprire nella persona che sarà.
Un po’ come quello che, invecchiando, succede alla memoria. Restano impressi alcuni insospettabili dettagli risalenti a decenni passati, ma sbiadiscono in fretta informazioni e dati ricevuti da poche ore.

IN CONCLUSIONE

victorFinora vi ho nascosto una delle caratteristiche principali di Tutte le Ossessioni di Victor. Ma è arrivato il momento di svelare la verità: è straordinariamente divertente. Le sfortunate avventure del protagonista, pilotate dall’intelligente prosa di Calì e dalle spiazzanti illustrazioni di Squaz evocano quel tipo di comicità agrodolce per cui ci si potrebbe quasi sentire in colpa. Ma nel bel mezzo della lettura si capisce che, in fondo, Victor siamo noi. È un insieme delle nostre fobie, delle nostre esperienze e delle nostre ossessioni di tutti i giorni. E che male c’è a ridere un po’ di noi stessi?
Ricapitolando: date una possibilità a questo interessantissimo graphic novel, ridete senza pensarci due volte e lasciate che l’esperienza travagliata di Victor si impadronisca di voi.


Tutte le ossessioni di Victor
Punto di fuga
Miao
Matador
La macelleria



LA NOSTRA PAGELLA: 7.5/10



Marzio Petrolo

Appassionato e lettore di fumetti da più di un decennio. Affamato di fumetti intelligenti, bizzarri, magici, ermetici o almeno esoterici. Debitore a vita di Neil Gaiman e della sua prosa.

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