Recensione: Usagi Yojimbo #1

Editore ReNoir
Autori Stan Sakai
Prima pubblicazione 1984
Prima edizione italiana 2014 per ReNoir
Formato cm 17,5 x cm 24,5
Numero pagine 584 b/n + copertine

Prezzo € 34,90

Le nostre forze avrebbero avuto la meglio, se un generale tra i più fidati non avessero infranto il bushido, il codice di condotta dei samurai, rivoltandosi contro il nostro signore

CONIGLIO, MA SOLO NELL’ASPETTO

UsagiYojimbo134Nessun nascondiglio, nessun sotterfugio, quello che si vede è esattamente quello che è. Stan Sakai, l’autore, ammette con estremo candore, se i disegni già non fossero una descrizione cristallina, che il progetto Usagi Yojimbo nasce dal riverbero dei ricordi dell’infanzia. Nato alle Hawaii, vive per molto tempo a contatto con le folte colonie giapponesi radicate nell’avamposto americano; frequenta i cinema dell’isola, contaminati dal leggero soffio d’oriente, così il genere chambara (i classici samurai movies) gli presenta al meglio i maestri Kurosawa, Mifune e Inagaki. Il fascino suscitato si condensa nel desiderio di creare una storia sulle impressioni tradotte dalla visione delle pellicole. Sakai mette insieme qualche idea, paralizzando qualche schizzo su dei fogli, velocemente, senza troppo pensare; ne verrà fuori un “usagi”, un coniglio appunto. Le lunghe orecchie diventano propaggini al vento come una folta e insolita capigliatura. L’animale viene fuori così per gioco, si veste da samurai, antropizzandosi, non solo nelle abitudini, ma anche nei modi, nei pensieri e nel modo stesso di rapportarsi con gli altri personaggi. Si popola così un’intera epoca di decine di antagonisti, comprimari, autorevoli spalle, tutti vestiti con i panni di orgogliosi guerrieri zoomorfi. Compaiono volpi, rinoceronti, leoni, linci, serpenti nel medioevo giapponese di epoca feudale.

SULLE ORME DEL PASSATO

 Usagi è un samurai, o meglio, un ronin, un samurai che ha perso l’ingaggio presso un nobile padrone. Ispirato senzaUsagi_Yojimbo troppo tergiversare alla storia della leggenda della tradizione nipponica Miyamoto Musashi, ne ricalca le ambientazioni, le vicende, i paesaggi. Basta sfogliare qualche pagina per rimanere sbalestrati, non si è di fronte ad un manga, e neppure ad un fumetto di un genere di collocazione certa. Ma in fondo è poco importante. L’ideazione del fumetto avvenne a metà degli anni ’80, in un intenso periodo di lavoro, che ad oggi conta tra serie e tavole di genere vario ad una sterminata produzione di oltre 5000 tavole. Usagi Yojimbo (letteralmente la guardia del corpo coniglio) è un fumetto interessante; impossibile non provare immantinente un impeto di simpatia per il protagonista. Il tema è caro a tutti coloro che, avvezzi al manga tradizionale, conoscono già moltissimi atteggiamenti, aderenze, abitudini della vita rigidissima della società giapponese. Se da una parte ci si abitua subito all’aspetto dei personaggi, dall’altra sono i dettagli che rapiscono l’attenzione, focalizzando l’interesse del lettore su improbabili piccoli dinosauri , esseri curiosi che silenziosamente partecipano alla scena, sauri dalla lunga coda fedeli compagni di viaggio.

EFFETTO CINECITTÀ

 Come detto questo non è un manga, ma il fumetto di un autore americano a tutti gli effetti. E si percepisce profondamente. L’ambientazione è un quadro riflesso che attinge alle impressioni che un curioso può apprendere da una cultura diversa, riproposto, ma a tratti carente nella sua più intima autenticità. L’effetto è quello di assistere ad una scena montata su un set posticcio, come avviene in certi film, nei quali, nonostante l’impegno profuso, manca l’essenza che crea l’atmosfera magica. Il lato bello che ho molto apprezzato è quello dedicato alla crudezza col quale affronta la morte, perché è fin troppo semplice morire sotto i fendenti di lance e di spade, anche se non si assiste mai a schizzi di sangue o scene particolarmente splatter. Il segno è semplice, largo, morbido, a tratti infantile, a tratti ispirato; l’autore compie un’altalena emotiva che spiazza e che non consente di ispezionare per bene le cavità umorali di Usagi. Le vicende trascinano il lettore verso il culmine della scena, ma poi atteggiamenti o espressioni troppo umoristiche sgonfiano la criticità del sentimento lasciando un senso interiore di incompiutezza.

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Usagi Yojimbo: 1
Usagi Yojimbo: 2
The Usagi Yojimbo Saga 1
Usagi Yojimbo Saga 2
Usagi Yojimbo, No. 3



LA NOSTRA PAGELLA: 7.5/10



Riccardo Lucchesi

Tutto ha avuto inizio un giorno del 1988; ho comprato il numero 18 di Dylan Dog, Cagliostro! e non ho più smesso. Dylan ancora si trascina stanca, ma nel frattempo mi sono lasciato prendere la mano e ho invaso casa/e, non solo di fumetti ma ci ho messo un po' di sogni, di ricordi, di momenti, insomma ho misurato la mia vita tra pubblicazioni settimanali e mensili. E ora sono qua a scriverne per ricordarmi che ho fatto semplicemente la cosa giusta

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