Recensione: Vallanzasca. Il male dentro e fuori dal carcere

Editore Round Robin Editrice
Autori soggetto e sceneggiatura Luca Scornaienchi – disegni Jonathan Fara – collaboratrice ai testi Valeria Iodice
Prima pubblicazione aprile 2015 – collana Tortuga
Prima edizione italiana aprile 2015 – collana Tortuga
Formato 18 x 25 brossura – colori – interno b/n
Numero pagine 120

Prezzo copertina €15.00 – online € 12.75 – formato e-book € 3.99

C’è chi è nato per fare lo scienziato, chi per fare lo sbirro, chi Madre Teresa di Calcutta. Io sono nato per fare il ladro.
(Renato Vallanzasca)

 QUANDO COMINCIA LA LIBERTÁ

VALLANZASCA - REALEA tutti quelli che hanno meno di 40 anni il nome di Renato Vallanzasca dirà poco o nulla, se non per qualche ricordo legato ad un film del 2010 con Kim Rossi Stuart.
Eppure il Bel René negli anni ’70 mise Milano a ferro e fuoco, diventando nell’immaginario una sorta di eroe, un moderno Robin Hood molto meno altruista e con le mani sporche di sangue.
Recentemente è apparso sul giornale. Lo hanno descritto come “il ricordo sbiadito di se stesso”, dicono che del criminale bello e spietato non sia rimasto nulla, ma se troverete la voglia di leggere questo volume, scoprirete che forse non è così. Questo personaggio controverso è il protagonista del graphic novel omonimo Vallanzasca. Il male dentro e fuori dal carcere, di  Luca ScornaienchiJonathan Fara, edito da Round Robin Editrice nella collana Tortuga. Si tratta in sostanza di una biografia a fumetti che, con poche immagini ben selezionate, riesce a tracciare un quadro dell’uomo prima che del criminale, una storia nera nel solco dei migliori scritti del maestro Giorgio Scerbanenco, solo che stavolta le rapine, le fughe in macchina e i morti sono tragicamente veri

Non sono cattivo, ho solo il lato oscuro un po’ pronunciato
(Renato Vallanzasca)

 MILANO CALIBRO 9

Renatino ha 8 anni e ora sta al Beccaria, il carcere minorile di Milano. Con i suoi amici ha tentato di fare scappare una tigre dalla sua gabbia al circo, non per fare una marachella, no, è proprio che vedere un animale così bello e potente rinchiuso in una gabbia gli faceva andare il sangue avallanzasca 1l cervello. L’hanno preso il giorno dopo, mentre giocava a pallone nel cortile.
Da quel momento comincia l’epopea criminale di un uomo che ha provato a non piegarsi davanti a nessuno, vivendo secondo una idea distorta di codice d’onore criminale che ha più o meno accompagnato ogni sua azione. La vita di uno che non spara per primo o alle spalle ma che non si preoccupa di lasciare a terra due poliziotti ad un posto di blocco al casello di Dalmine. Uno che si accusa di due rapine avvenute lo stesso giorno alla stessa ora, ma a ottocento chilometri di distanza l’una dall’altra, solo per non tradire un compagno, uno che si prende volontariamente l’epatite virale per stare più vicino all’amore, di qualunque amore si tratti. Uno che è quasi libero: pur condannato a quattro ergastoli e 295 anni di galera è fuori con un lavoro e pochi obblighi verso il carcere che ancora lo “ospita”, miracoli della buona condotta.
Eppure… eppure le regole e il suo lato oscuro non vanno d’accordo. I romantici hanno detto che è stato meglio essere un “uomo libero” e carcerato piuttosto che uno schiavo del sistema in giro per le strade della sua Milano. Anche io sto fra i romantici, a prescindere dall’ombra della camorra, a prescindere da tutto, aspettando di leggere sul giornale che Vallanzasca è scappato, di nuovo.
La ricerca storiografica di Luca Scornaienchi è vallanzasca 2profonda e accurata. L’autore ha deciso di staccarsi dal cliché del Bel René già conosciuto dal cinema e dalla televisione, per raccontare una storia diversa. Tutta l’opera si basa sul racconto di un Vallanzasca disilluso e carcerato, che racconta la propria vita ad un compagno di cella appena detenuto: in questo modo viene fuori un ritratto disincantato ed estremamente obiettivo, completamente distaccato da quell’aura di mito che invece ha circondato il personaggio per oltre trent’anni, fra vita reale e fiction.
Allo stesso modo possiamo definire i disegni di Jonathan Fara, che con uno stile asciutto ed essenziale incentrato su rappresentazioni concettuali a volte al limite dell’onirico, segue la narrazione alternando tavole dalle larghe pennellate profonde a tratti più delicati e definiti. Molto interessante anche lo studio fisionomico fatto sui protagonisti, effettuato presumibilmente sulla base delle numerose fotografie d’epoca disponibili nei vari archivi.
Unica pecca, ma data la mole di eventi che hanno affollato la vita del protagonista era inevitabile, la rapidità con cui Scornaienchi  tratta anche eventi fondamentali della vicenda, come ad esempio le fughe rocambolesche e le caotiche storie d’amore. D’altra parte la scelta di procedere alla narrazione dei fatti utilizzando principalmente parole-immagini simboliche e significative è stata proprio dettata dall’impossibilità citare con esattezza tutti i fatti. Alla luce del risultato comunque si è trattato di una scelta vincente.

VITA, NESSUNA MORTE E POCHISSIMI MIRACOLI

Vallanzasca. Il male dentro e fuori dal carcere, di  Luca ScornaienchiJonathan Fara, edito da Round Robin Editrice è un’opera interessante perché cerca di dare una dimensione più umana ad un personaggio Vallanzascache da un giorno all’altro è passato da essere il criminale della Banda del Giambellino a celebrità assoluta.
Questo graphic novel, che ha certamente beneficiato del contenuto e delle testimonianze della moglie del protagonista, Antonella D’Agostino, è forse la più onesta rappresentazione della vita di un uomo sempre sul filo del rasoio, sempre fedele a se stesso e a quel distorto codice di onore e libertà che si era auto imposto. Pagina dopo pagina emerge un uomo prigioniero più di se stesso che delle pareti della cella che lo circondano. Vallanzasca non vi farà saltare dalla sedia mentre leggete, e probabilmente non sarebbe un buon regalo per vostro figlio piccolo, eppure questa storia colpisce subito per l’estrema umanità del protagonista, con tutto quello che può comportare l’uso della parola “umanità” riferita ad un pluriassassino… Un oggetto che non sfigurerà nella vostra libreria e che vi farà pensare. Buona Lettura!

Ps: nel video (fonte: youtube – estratto da La storia siamo noi – Renato Vallanzasca – Teche Rai, tutti i diritti riservati) che trovate sotto, c’è qualche immagine di Vallanzasca, quello vero, che potrà farvi capire un minimo il personaggio. Se vorrete approfondire, questo graphic novel è il passo successivo.


Vallanzasca. Il male fuori e dentro al carcere
Opg. Socialmente pericolosi
OPG. Socialmente pericolosi – Ebook
Soldi sporchi. Corruzione, riciclaggio e abuso di potere tra Europa e Delta del Niger
Ruby. Sesso e potere ad Arcore

C4 MATITE:

Andrea Cattani

Figlio degli anni '80 (insomma...metà anni 70...), attendo l'arrivo di Daltaniuos per finalmente fuggire da questo pianeta, a mio parere, dominato da mostri. Ecco

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2 Risposte

  1. 30 ottobre 2015

    […] tra le 30 opere in lizza c’è anche il graphic novel edito da Round Robin “Vallanzasca. Il male fuori e dentro il carcere“ di Luca Scornaienchi e Jonathan Fara. La storia del bandito gentiluomo, degna dei migliori […]

  2. 13 dicembre 2015

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