Recensione: Venerdì 12 – Omnibus

Editore Panini Comics
Autori Leo Ortolani
Prima pubblicazione L’isola che non c’è, 1996
Prima edizione italiana L’isola che non c’è, 1996
Formato 18 x 26 cm
Numero pagine 336

Prezzo 10,00 euro

Ven12Solitudine

VENERDÌ 12

È l’ora dell’amore, cantavano ormai decenni fa i Camaleonti. I palpiti del cuore, le follie da innamorati, i dolci tramonti mano nella mano arrivano ad un certo punto della nostra vita, stravolgendoci. Ma cosa accadrebbe la persona in cui abbiamo riposto tante speranze e desideri ci facesse scoprire, un giorno, che ha creato un’illusione intorno a noi, che in verità non ci ha mai amato? La risposta è chiusa in Venerdì 12, realizzato da Leo Ortolani e già arrivato alla sua seconda edizione nella versione Omnibus pubblicata da Panini Comics.

LE VICENDE

Alfredo è innamorato di Bedelia, un amore così ardente da portarlo a perdere ogni dignità come uomo e da ridursi ad un vero e proprio zerbino, un amore così puro da essere legato alle piccole cose di un’affettività quotidiana: uno suo sguardo, un suo sorriso, la sedia di lei ancora calda dopo essersi alzata per andare con un altro. Alfredo è un eroe romantico, immerso in grandi ideali che si stanno per infrangere contro la burrasca, la pioggia battente di quel maledetto venerdì 12, giorno del compleanno di lei. A nulla serve il regalo scelto con cura in un sinistro negozio, il carillon di Brahms; a nulla valgono Ven12Originii moniti del venditore riguardo la maledizione che grava sull’oggetto: Alfredo, illuso, lo dona a Bedelia, la quale lo getta via istantaneamente, lasciando il ragazzo in mezzo alla strada, anzi, il mostro, a cui di colpo si affianca l’Igor della situazione, Giuda, personaggio macchietta che ricorda Rat-man.

I due vivono molteplici situazioni tragicomiche, alla disperata ricerca di una cura per Alfredo in tutti i luoghi e in tutti laghi. Due sono le vie percorribili: da un lato, trovare una donna che lo ami per ciò che è, dall’altra sacrificare un vergine. Inutile dire che sarà quest’ultima, almeno all’inizio, la strada intrapresa: Alfredo non vuole o non può slegarsi da Bedelia, che lo tiene imprigionato con il suo semplice ricordo, di giorni d’amore che Enrico Ruggeri definirebbe magari nemmeno vissuti, trasfigurati al sole. Alfredo è convinto di essere stato amato, per questo non contempla altra soluzione che tornare dalla donna che l’ha ridotto in quello stato pietoso.

Ven12ConclusioneCONCLUSIONI

Leggendo queste righe forse vi chiederete: è la prima opera “seria” e drammatica di Ortolani? No, il fumetto è di taglio molto comico: le battute e gli equivoci sono frequenti e spesso silenziosi, basati sulla comicità grafica (per espressione di volti o situazioni) dell’autore parmense; riderete a crepapelle osservando le disgrazie del protagonista e del suo infedele servitore che ha accoltellato alla schiena trentadue volte sua madre. Tuttavia la profondità al di là della facciata è notevole e porta tutto il volume a divenire una pietra miliare sull’argomento. Se almeno una volta siete stati come Alfredo, questo fumetto vi farà riflettere ed emozionare come non mai, perché si può sopravvivere al grande amore, e lo si può raccontare.


Rat-Man Presenta Venerdi 12 Omnibus Seconda Ristampa
Allen
299+1
La lunga notte dell’investigatore Merlo
Avarat: 2



LA NOSTRA PAGELLA: 9/10



Andrea Tondi

Filologo romanzo, vive nel suo mondo fatto di cavalieri e avventure mistiche nella foresta. Quando torna nel mondo reale, scrive di fumetti.

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