Recensione: Young Black Jack

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Editore Akita Shoten
Autori Osamu Tezuka (idea) Yoshiaki Tabata (sceneggiatura) Yu-go Okuma (disegni)
Prima pubblicazione 2011
Prima edizione italiana 2013 Star Comics
Formato 13 x 18 cm
Numero pagine 220 in b/n
Prezzo 5,90 euro

Vado dove mi pare e piace se c’è un paziente a d aspettarmi.

IL PRINCIPIO DEL DRAMMA

06Una clamorosa intuizione del maestro dei manga, Osamu Tezuka, a metà degli anni settanta dava origine ad uno di quei personaggi che rimarranno per sempre nell’iconografia perpetua del panorama fumettistico internazionale, naturalmente parliamo di Black Jack. L’opera originaria, amatissima in Giappone, e timidamente affacciatasi in Italia prima per mano di Comic Art e successivamente in una lussuosa versione per Hazard, ha suscitato nei lettori un discreto entusiasmo. Kuroo Hazama è un chirurgo con doti notevolmente al di là dell’eccezionale, ma non frequenta né il circuito tradizionale dei dottori né segue la rigorosa deontologia professionale imposta dall’ordine medico, dal quale per altro è stato espulso. Di Black Jack uomo sappiamo pochissime cose, il suo passato è avvolto nell’oscurità più profonda, il suo impegno è rivolto al presente, orientato alla salvaguardia della vita umana, il caso più disperato, il paziente più irrecuperabile, l’intervento più al limite sono il pane per i suoi denti; ma nulla si fa gratis, il tenebroso luminare è mosso da una necessità di denaro crescente dalla matrice sconosciuta, condizione che impone scelte di ferro e sempre divise tra tragedia e resurrezione. Black Jack è un uomo dal fascino sinistro, la sua capigliatura bicolore bianca e nera ne è testimone, ma sono le numerose cicatrici le vere testimoni di un passato terribile e tormentato. Oggi, a distanza di quaranta anni il personaggio viene ripreso in mano, non travisando l’idea originale di Tezuka, anzi vengono poco per volta svelati i segreti di un uomo scontroso che dell’uomo ama principalmente il diritto alla vita. La storia non vive una ideale prosecuzione, ma anzi si pone al principio, dove un giovanissimo Kuroo Hazama è alle prese con gli studi universitari e con le prime conquiste in campo medico.

TRA BIANCO E NERO

Bianco e nero, bene e male, luce e ombra. Queste nette contrapposizioni non sembrano avere mai una terza via che possa lasciare aperta4 la porta delle possibilità. Eppure per quanto si voglia credere ad un’idea essa non sarà mai completamente pervasa da una ragione totalmente. Così il nostro nuovo eroe si misura con un periodo tutt’altro che facile, quegli anni sessanta che hanno sovvertito intere generazioni e non sempre con buone intenzioni. Le rivolte studentesche sono lo sfondo alla trama, le conquiste culturali e la guerra del Vietnam altri soggetti cuciti alla perfezione per mettere alla prova le audaci capacità di un abilissimo studente di medicina. L’omaggio al manga di Tezuka è sfacciato ma doveroso, moltissimi volti delle storie più famose del papà dei manga sono prese in prestito e riadattate negli episodi, così incastonate come gemme spuntano le facce di personaggi di “Astroboy“, “I bon bon magici di Lilly“, “La principessa Zaffiro“, “Buddha“, “La storia dei tre Hadolf” e molti altri ancora. I nuovi autori Yoshiaky Tabata (sceneggiatore) e Yu-go Okuma (disegni) compiono un lavoro di restyling completo e profondo, partendo dai caratteri principali e modernizzando il tratto e le anatomie. Il risultato è gradevole e attuale, la narrazione scorre liscia lasciando a fine lettura un senso inappagato di curiosità, argomento necessario per la continuazione della saga che attualmente prosegue pure in Giappone.


Young Black Jack N. 1
Young black jack: 2
Young black jack: 3
Young black jack: 4
Young black jack: 5




LA NOSTRA PAGELLA: 7.3/10



Riccardo Lucchesi

Tutto ha avuto inizio un giorno del 1988; ho comprato il numero 18 di Dylan Dog, Cagliostro! e non ho più smesso. Dylan ancora si trascina stanca, ma nel frattempo mi sono lasciato prendere la mano e ho invaso casa/e, non solo di fumetti ma ci ho messo un po' di sogni, di ricordi, di momenti, insomma ho misurato la mia vita tra pubblicazioni settimanali e mensili. E ora sono qua a scriverne per ricordarmi che ho fatto semplicemente la cosa giusta

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