Recensione: Zeroi

Editore SaldaPress (Progetto Radium)
Autori Matteo Casali e Tuono Pettinato (sceneggiatura) e Cinci e Andrea Scoppetta (disegni)
Prima pubblicazione 2015
Prima edizione italiana 2016
Formato 16,8 x 25,6 cm, cartonato o brossurato
Numero pagine 128 (cartonato) o 96 (brossurato) a colori

Prezzo 19,90 euro (cartonato) o 12,90 euro (brossurato)

Il crimine non si combatte democraticamente e la gloria non può essere condivisa.
– da Zeroi

Era il novembre 2016 e mi apprestavo a leggere il primo numero della miniserie Zeroi. I nomi promettevano bene, un cast incredibile tra penne e matite, e la trama suggeriva una decostruzione supereroistica tale da mandarmi nel vortice dell’hype più totale. Aperta l’edizione digitale, per un problema ad oggi non ancora individuato, mi ritrovai le pagine stranamente sballate in un ordine casuale ma che, incredibilmente, si lasciavano leggere come una narrazione sincopata tanto da non accorgermi del disastro. Non mi piacque, anzi, sconsigliai il fumetto ad amici e andai dritto per la mia strada, convinto della mia posizione.
Quando, però, mi sono trovato tra le mani la serie completa decisi di rileggere il primo capitolo e concludere con i rimanenti tre.
Fui decisamente sorpreso dal mio nuovo punto di vista.

LA TRAMA

In un mondo dove i supereroi di seconda classe valgono zero, un nuovo, enorme, nemico attacca la città distruggendo tutto quello che gli si para davanti. Ma la vera guerra si combatte dietro le quinte, dove per diventare un vero eroe bisogna arrivare per primi sul campo di battaglia, vincere e farsi belli davanti alla stampa. Non tutti gli zeroi sono di buone intenzioni e, sicuramente, nessuno è disposto a collaborare…
Zeroi parte benissimo. Abbiamo la critica ai supergruppi, la parodia di eroi popolari (Gecko è dichiaratamente un novello Spiderman, Gattopardo un buffo Batman, e così via…) e tutte le caratteristiche tipiche da serie-evento: un nuovo nemico, imbattibile, per il quale è necessario unire le forze e il classico shapeshifter (voltagabbana) che non ci pensa due volte a cambiare fazione all’occorrenza. Come se non bastasse abbiamo ottime matite che rimandano ad un’influenza Kirbyana e tanti omaggi alla golden age americana. Se questo vi ha convinti a comprare il volume allora smettete immediatamente di leggere, recatevi alla fumetteria più vicina e pijatevi il fumetto. Se non basta… continuate a leggere.

LA LETTURA

Zeroi ha un grosso problema di fondo: l’ingenuità. Il fumetto supereroistico ha un suo perché dal momento in cui decidi di approfondire i protagonisti. Raccontare una storia sperando che stereotipi e archetipi possano evitare la presentazione dei personaggi è un peccato non tanto di superbia quanto di, come dicevo, ingenuità. Conosco bene l’universo Marvel e quello DC, ma non basta presentarmi un personaggio clone di Iron Man perché io possa inquadrarlo nella storia. Potrei finire qui la recensione perché Zeroi è un fumetto perfetto ma minato da una lacuna alla base che rovina l’esperienza di lettura. Insomma, se gli autori volevano evitare una presentazione, scelta più che legittima, approfondita dei protagonisti per lasciare spazio alla storia… bastavano un paio di schede dei personaggi. Attenzione, però, perché senza dubbio è stata una scelta ponderata, una scelta narrativa essenziale per l’integrità del fumetto.
C’è infatti questa caratteristica di Zeroi che porta il lettore a considerare gli eroi, in quanto tali, solo alla fine della miniserie. Per tutta la lettura del fumetto, i personaggi non sono altro che attori vuoti che vestono una maschera e che, solo togliendola, raggiungono lentamente un’identità propria. Zoomba non è semplicemente un clone di Flash, ma una donna che ha dovuto affrontare delle scelte nella vita, scelte che, grazie all’ambizione di diventare un’eroina, le hanno portato una forte carica di felicità. Gecko non è un classico Peter Parker! La sua seconda identità è un handicap sociale molto pericoloso che metterebbe a repentaglio l’integrità del ragazzo, a differenza dell’Uomo Ragno che nasconde la sua identità per salvare le persone che ama.
Magnitudo è il vero eroe che riunisce una famiglia fino ad all’ora divisa e litigiosa.
Ecco perché non potevo finire la recensione.
Zeroi ha la qualità di poter essere letto da chiunque e non è poco.

Non mancano piccoli difetti come strizzate d’occhio palesi, a volte di troppo, spiegoni decisamente inopportuni e poche pagine per raccontare e raccontarsi.

CONCLUSIONI

Zeroi avrà un impatto differente su ogni lettore. Se siete appassionati di supereroi e supercattivi troverete la storia banale, a tratti incompleta, ma comunque fluida ed interessante, grazie alle citazioni e battute sul mondo dei nostri eroi in tuta preferiti. Se, invece, non amate il genere supereroistico troverete pane per i vostri denti, con una forte critica al mondo delle calzamaglie ed un sottolivello di lettura decisamente drammatico ed emotivo.
Nel caso siate, come il sottoscritto, lettori onnivori, avrete il piacere di leggere e rileggere il volume con occhio diverso e apprezzarlo il doppio.


Zeroi (cartonato)
Zeroi (brossurato)
Quebrada. La città delle maschere
Quebrada: 2
Rim city

C4 MATITE:

Roberto Diglio

Sceneggiatore e, prima di tutto, accanito lettore di fumetti. Frequento la Scuola Internazionale di Comics, progetto e scrivo molteplici fumetti, studio storia e analisi della nona arte. Ogni tanto dormo e sogno di diventare un autore famoso tanto da farmi insultare da quei maledetti recensori. Nel frattempo recensisco.

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