[Esclusiva] C4 chiacchere con… Maura Cenciarelli

doppiatrici

Giunge su C4 Comic la seconda intervista del ciclo di esclusive legate al fruttuoso rapporto che abbiamo stretto come media partner con Carrara Show  2015. Vi ricordiamo che la prima edizione di questa fiera che promette faville parte oggi 30 maggio e si concluderà il 2 giugno. L’intervista di oggi vede dall’altra parte del microfono una delle figure più importanti del doppiaggio italiano. Avete presente Meg dei Griffin? Ralph dei Simpson? Phoebe di Streghe? Bene, sappiate che dietro questi personaggi c’è la voce di Maura Cenciarelli. Abbiamo posto a Maura domande che siamo sicuri stuzzicheranno l’interesse di molti. Buona lettura!

RalphC4 Comic: Ciao Maura, ti diamo il benvenuto su C4 Comic ringraziandoti molto per averci concesso quest’intervista. Da oggi potremmo vantarci di aver intervistato un pezzo di storia del doppiaggio di cartoon e telefilm italiano. Hai doppiato Ralph Winchester, Meg Griffin e il demone Shippo di Inuyasha solo per citarne alcuni, potremmo andare avanti a lungo ma preferiamo lasciare le presentazioni agli stessi intervistati, chi dunque meglio di te può raccontare Maura Cenciarelli?
Maura Cenciarelli: Ciao a tutti, intanto grazie per le cose carine che mi dite e che spero di meritare.
Lavoro in effetti da tanti anni, e prima di fare il doppiaggio, ho cantato in un coro professionista. Avevo sette anni e ho inciso con un gruppo di bambini il disco di Sergio Endrigo “Ci vuole un fiore” Il coro si formò proprio per quel disco e rimase attivo per parecchi anni, incidendo sigle di cartoni animati, di programmi tv e dischi di personaggi della canzone dell’epoca, fra cui i Ricchi e Poveri, con i quali partecipammo anche a un Festival di Sanremo, Bruno Lauzi, Pippo Franco, Loretta Goggi o Mal.
Poi un po’ per gioco ma soprattutto per affascinazione, ho iniziato a fare il doppiaggio. Avevo undici anni e ho fatto la mia lunga gavetta, imparando molto con l’esperienza al leggio e rubando con occhi e orecchie. E ti assicuro che non è stato facile conciliare la scuola la mattina con il lavoro il pomeriggio. Ma più passava il tempo, più mi accorgevo che era una cosa che volevo fare.
Parallelamente sono riuscita a realizzare anche un mio sogno: fare la dj in radio che in qualche modo unisce la passione per la musica e l’esperienza vocale. Meg_Griffin

C4C: Quello del doppiatore è un lavoro fondamentale per fornire credibilità ai personaggi doppiati, qual è il segreto per un buon doppiaggio? Quanto è importante la conoscenza del personaggio su cui lavori al fine della buona riuscita del lavoro?
MC: La cosa fondamentale per fare il doppiaggio è essere un attore, perché praticamente devi recitare in italiano quello che un altro attore ha già recitato in un’altra lingua. Logicamente dietro a questo c’è la conoscenza del personaggio stesso, che prende forma attraverso la propria interpretazione. L’unica differenza è che l’attore che si doppia ha avuto il tempo di studiare una parte e di assimilarla “entrando nel personaggio” come si dice in gergo: nel doppiaggio questo è un lavoro praticamente immediato. Quando entri in sala ti spiegano la tua parte e in pochissimo tempo devi farla tua.

C4C: Una domanda che sicuramente si staranno facendo tutti coloro che sognano di intraprendere la tua carriera: come si diventa doppiatori professionisti?
MC: Come ho già detto prima io ho iniziato da ragazzina e ho imparato il lavoro sul campo, grazie anche ai consigli dei colleghi o ascoltandomi molti e cercando di migliorare giorno per giorno. Ma fondamentalmente si diventa doppiatori così come si diventa medici o insegnanti o come si intraprende qualunque altro lavoro: studiando. Prima di tutto facendo una scuola di recitazione, affrontando anche il difficile scoglio della dizione e dell’impostazione della voce e poi facendo un corso di doppiaggio, perché questo è solo una specializzazione del mestiere dell’attore.

alyssa-milano,-attrice,-phoebe,-streghe,-charmed,-capelli-castani,-maglietta-bianca-139824C4C: Circa 2 anni fa ci ha lasciato un personaggio e una voce destinata a rimanere nel cuore di molti: Tonino Accolla, storico doppiatore di Homer Simpson, hai qualche ricordo particolare legato a lui?
MC: Mi dispiace ma con Tonino Accolla non ho lavorato molto, per cui non ho un ricordo particolare a lui legato.

C4C: Tra tutti i personaggi che hai avuto il piacere di doppiare, in quale ti riconosci maggiormente? Perché?
MC: In quasi tutti i personaggi che si doppiano c’è qualcosa di noi, perché è attraverso il nostro modo di recitare e le nostre sensazioni che riusciamo a dare loro voce. Quando poi si doppia un personaggio per tantissimo tempo è quasi inevitabile che si trovino delle similitudini fra il doppiatore e il personaggio in questione. Questa “fusione” l’ho vissuta sicuramente quando ho doppiato Alyssa Milano in “Streghe”, e ci sono stati addirittura degli episodi della mia vita che somigliavano a fatti di episodi del telefilm… escludendo demoni e magie logicamente!

Shippo-inuyasha-11097422-800-920C4C: C’è un personaggio in particolare del presente o del passato che avresti voluto/vorresti assolutamente doppiare? Perché?
MC: Non c’è un personaggio in particolare, ma sono molto affascinata dal modo di doppiare di decenni fa, e probabilmente mi sarebbe piaciuto doppiare un film in bianco e nero o un film americano degli anni cinquanta.

C4C: Essendo quello del doppiatore un lavoro che richiede la messa in scena di dialoghi tra personaggi, immaginiamo debba essere forte l’interazione tra colleghi. Che tipo di ambiente è quello legato al doppiaggio?
MC: Purtroppo nel corso degli anni le dinamiche di lavoro sono molto cambiate, e spesso capita di recitare la propria parte senza l’interazione dei colleghi della scena. Questo però non toglie che l’ambiente sia prevalentemente un ambiente famigliare, perché non siamo in tanti a fare questo mestiere e ci si conosce tutti. E spesso ci si conosce da tanto tempo, molti doppiatori hanno iniziato da bambini o da adolescenti e si è condivisa una parte di vita insieme. Capita di fare le cene quando finisce una lavorazione e spesso si stringono vere amicizie che durano anni: un po’ come succede in tutti gli ambienti di lavoro.

C4C: Su C4 Comic ci occupiamo quotidianamente di tenere le persone informate sul mondo del fumetto, sei un’appassionata? Se sì, c’è qualche fumetto di cui desidereresti doppiare la trasposizione su schermo?
MC: Sono un’appassionata di fumetti di altri tempi. Ho iniziato ad amare i Peanuts di Schulz quando ero ragazzina, e ho continuato maturando una passione smisurata per Mafalda di Quino. Poi ho avuto il periodo di PK, “spin off” di Paperinik.. per scoprire in tempi recenti quel discolaccio di Calvin e del suo tigrotto Hobbes.
Probabilmente è già stato fatto il cartone ma mi sarebbe tanto piaciuto doppiare Mafalda, ma volendo anche Nando, il fratellino più piccolo. Notare come non ho menzionato la madre, nonostante sia più in linea con la mia età, ma doppiare i cartoni vuol dire proprio continuare a nutrire la parte infantile che è in noi.maura

C4C: Sappiamo che sarai ospite al Carrara Show 2015 e già immaginiamo un bagno di folla nei tuoi confronti, come vivi il tuo rapporto con i fan?
MC: Mi sento una persona molto fortunata perché faccio un lavoro che amo, un mestiere che può essere per certi versi un privilegio. Per questo ho sempre un po’ di pudore quando qualcuno mi fa i complimenti o mi accorgo che ha nei miei confronti un atteggiamento di stima e ammirazione. Perché nonostante sia conscia della fortuna che ho, so anche che quello che faccio è normale, è il mio quotidiano, e ogni volta è una sorpresa pensare di aver donato un po’ di gioia o delle emozioni a qualcuno. Sono sempre molto grata dell’affetto che mi viene dimostrato e ogni volta ne rimango meravigliata: spero di non deludere mai le persone che mi apprezzano.

C4C: Concludiamo quest’intervista con una domanda marchio di fabbrica di C4 Comic: qual è la tua Kryptonite?
MC: Di solito sono proprio io. Sono una persona che si mette molto in discussione, che si fa venire mille dubbi sulle proprie azioni e le proprie capacità. Però ogni volta che mi succede, la passione per questo lavoro si riaccende ancora più forte, e mi dà la forza per superare questo mio limite.

Jacopo Cerretti

Classe '90, cresciuto a pane (tanto) e comics con approccio disinteressato, negli ultimi 3 anni ho sviluppato un vero e proprio amore per il fumetto grazie in primis all'indagatore dell'incubo, i colleghi di casa Bonelli e alle poesie grafiche di Gipi.

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