Cartoni

Fate l’amore, non Warcraft: South Park e i MMORPG

Un celebre episodio della serie americana incentrato sul mondo dei videogiochi di ruolo online

In un Massive(ly) Multiplayer Online Role-Playing Game (MMORPG) si opera sulla falsariga dei classici giochi di ruolo, in cui i vari personaggi (migliaia di videogiocatori) possono acquisire punti esperienza, potenziare il proprio personaggio ed interagire nella storia, il tutto seguendo la politica dell’open world (un “mondo aperto” che cattura l’attenzione dei giocatori proprio perchè, potenzialmente, non ci sono limiti al tipo di interazioni disponibili, e sono a volte disponibili anche delle Easter eggs a sorpresa).

La puntata di cui parleremo oggi si incentra proprio su questo argomento.

South Park, una serie moderna e longeva

Diretta e sceneggiata da Trey Parker, Fate l’amore, non Warcraft è piuttosto divertente e propendente allo “spiegone per non nerd“, in quanto fa capire allo spettatore (che non ne sapeva nulla, magari) cosa siano i MMORPG, come funzionino e perchè siano tuttora uno dei tipi di videogame online più diffusi ed appassionanti. Parker, classe 1969, attore, autore e regista di talento, ha creato la celebre serie animata assieme al compagno di università Matt Stone, oltre ad aver participato a produzioni Troma e a film come Cannibal! The Musical poco noti in Italia.

Descrizione della puntata

Parker in questa sede ironizza sulla figura del nerd e sugli stereotipi che lo accompagnano (che sia obeso, che abbia poca o nessuna vita sociale all’esterno, che conosca i trucchi e i bug del programma per vincere sempre). Peraltro la puntata comincia con un curioso mashup, ovvero i reali personaggi della Blizzard all’interno del videogame, che parlano nel linguaggio sbroccato tipico della serie (Cartman viene insultato, ad esempio, perchè era rimasto troppo a lungo fuori dal videogame per fare la cacca), alternati con lo stile “cartonato” ed essenziale che ha reso la serie probabilmente unica al mondo.

“Non hai davvero niente di meglio da fare se non stare online ad uccidere gente?” (Cartman)

Riferimenti e caratteristiche dell’episodio

A differenza di altre puntata in cui i nomi di brand sono distorti per mezzo di assonanze (ricordate l’episodio sui Chinpokomon?), questa volta tutti i brand citati sono reali: Blizzard, la casa di produzione di Warcraft, TeamSpeak (il VoIP per permettere ai giocatori di parlare a voce durante le fasi del gioco) e così via. Gli impiegati della Blizzard sono ovviamente anch’essi dei nerd, ma si preoccupano del giocatore che sta massacrando tutti senza motivo, sfruttando l’alto profilo ed i punti guadagnati col proprio personaggio, parodiandolo sulla falsariga dei drammi narrativi classici dei blockbuster (“Gentlemen, this could very well lead to the end of the world . . . of Warcraft.“). Tutto questo coinvolge anche il padre di Stan, a cui gli sviluppatori consegnano una “spada” (un pennino USB) con la quale l’uomo dovrà entrare nel gioco, darla al figlio per poi scatenare la sua sospirata reazione e favorire l’eliminazione del troll che stava disturbando tutti.

Ma si sottintende anche che, alla Blizzard, siano preoccupati delle conseguenze delle azioni distruttive del griefing: ovvero videogiocatori menefreghisti che partecipano per il gusto di rompere le uova nel paniere agli altri, riducendo così il numero di abbonati ed i guadagni dell’azienda.

Prendere un mondo virtuale così sul serio, peraltro, è un modo surreale ed efficace per tirare fuori un episodio parodistico-satirico come questo, anche in considerazione che viene meno l’immutabilità estetica della serie stessa: i quattro bambini, infatti, arrivano a diventare dei teenager obesi e perennemente connessi, con pochi o nessun contatto con l’esterno.

“Come puoi uccidere uno … che non ha una vita?” (Blizzard Executive)

Il personaggio chiave: the ultra-gamer

Alla base della storia c’è un personaggio unico, un villain molto forte che si è visto pochissimo in altre occasioni: un uomo calvo con barba e occhiali, che divora patatine, è alquanto sovrappeso ed è ovviamente un asso a giocare a WoW. Sul sito ufficiale di SP viene riferito come Fat gamer Leroy, ma su altri wiki è chiamato Jenkins the Griefer. Il griefing, secondo il gergo dei videogiocatori, consiste in azioni online che mettano in difficoltà o imbarazzo gli altri giocatori, impedendo loro di completare le missioni per cui il gioco è stato pensato, ed operando una sorta di trolling basato su eventuali bug e situazioni di gioco impreviste o imprevedibili dagli sviluppatori.

Il suo alter ego in WoW è un guerriero quasi invincibile che, poco prima di uccidere gli altri, improvvisa bizzarri balletti, e non mostra alcun interesse per la trama e le missioni che il gioco imporrebbe. La descrizione che ne da’ la Blizzard è ironica quando degna di un profilo da serial killer: Chiunque sia questa persona, ha giocato a World of Warcraft quasi ogni ora, tutti i giorni, nell’ultimo anno e mezzo. Signori, qui abbiamo a che fare con qualcuno che non ha assolutamente vita.

World of Warcraft (WoW) uscì nel lontano 2004, è giocabile esclusivamente connessi ad internet e pagando un canone di abbonamento mensile (si può giocare in modalità prova gratuitamente, ancora oggi, da questo link).

Di Blizzard Entertainmentde.wikipedia, Marchio, CollegamentoDi Blizzard Entertainmentde.wikipedia, Marchio, Collegamento

Fate l’amore, non Warcraft (ovviamente ripreso dal motto degli hippy odiati dal piccolo Cartman) è l’ottavo episodio della decima serie, e lo trovate facilmente in streaming sia sul sito ufficiale di South Park (in inglese) e su Netflix (in inglese ed in italiano). Il messaggio di fondo, che in South Park non manca mai, è chiaro: mai lasciarsi prendere la mano dalla dipendenza da questo genere di videogame, e anche se siamo appassionati del genere, lecitamente, non dovremmo farci troppo prendere la mano e dal trascorrere ore davanti ad un computer solo per questo motivo.

Puoi semplicemente restare fuori al sole tutto il giorno lanciando una palla in giro, oppure puoi sederti al computer e fare qualcosa che conta. (Cartman)

Ma ora, visto che possiamo farlo e siamo in piena Fase 2, che ne dite (compatibilmente con le regole della vostra regione, ovviamente) di fare una bella passeggiata, ed assaggiare un po’ il sapore della primavera?

Le immagini dell’articolo tratte dai wiki e dal sito ufficiale di South Park (southparkstudios.com), che offre in streaming gratuito tutti gli episodi ormai da molti anni.

Salvatore Capolupo

Ingegnere informatico classe 1979, scrivo su c4comic.it perchè sì.

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