Recensione: E la Chiamano Estate

Editore BAO Publishing
Autori Jillian Tamaki – Mariko Tamaki
Prima pubblicazione 2014
Prima edizione italiana 2014
Formato Brossurato con alette – 16×22 cm
Numero pagine 320 pp

Prezzo € 18.00

Volevo avere questa perfetta immagine di Awago in testa.
Che credo sia un immagine di Awago in estate. Tipo così.
(Rose)

Quello di cui mi trovo a scrivere oggi è uno dei libri più belli letti quest’anno. Un titolo che, all’interno di una mia ipotetica classifica dei migliori fumetti letti nel corso del 2014, occupa sicuramente un posto nelle prime tre posizioni. Sto parlando di “E la chiamano Estate”, graphic novel di rara delicatezza, scritto e realizzato dalle cugine Jillian e Mariko Tamaki e pubblicato in Italia da BAO Publishing.

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LA STORIA

E la chiamano estate coverE la chiamano Estate è il racconto della vacanza estiva di Rose e Windy, due ragazzine amiche per la pelle che, assieme ai propri genitori, trascorrono da sempre le vacanze ad Awago Beach, una piccola cittadina di mare. Per le due protagoniste questa non sarà un’estate come tutte le altre. Rose e Windy stanno per muovere i primi passi verso il percorso di crescita che conduce all’adolescenza prima e all’età adulta poi. Tra un film horror, un bagno al mare e una passeggiata sulla spiaggia, le due amiche scopriranno che qualcosa dentro di loro sta cambiando per sempre e che ogni giorno porta con sé nuove scoperte, dubbi ed emozioni. Rose scoprirà cosa si cela dietro la tensione che si respira in famiglia e, insieme a Windy, sarà indirettamente coinvolta in una vicenda che sconvolgerà la piccola località di villeggiatura.

 AWAGO BEACH: IL NON-LUOGO DI TUTTI

E la chiamano estate pag. 105Awago Beach non esiste. È una geografia immaginaria, un nome fittizio di cui nella realtà non v’è traccia. La cittadina di mare in cui è ambientata la storia è quindi un non-luogo, utopico e perfetto come solo i ricordi sanno essere. Awago Beach, infatti, è il posto dove abbiamo trascorso le nostre prime vacanze, dove sono nati i primi amori, le sofferenze e le delusioni. Leggendo il volume torniamo ad abitare quei luoghi della memoria che hanno contraddistinto le nostre esperienze, quelle “prime volte” spaventose che in parte hanno contribuito a renderci quello che siamo oggi. E la chiamano Estate è il racconto delicato, profondo e leggero di quel periodo confuso e sfocato che precede l’adolescenza. Un’età in cui il mondo degli adulti è un mistero indecifrabile e i gruppi di ragazzi più grandi esercitano un fascino irresistibile.

Quasi stesse dipingendo un acquerello, Mariko Tamaki narra dolcemente di un momento della nostra vita che troppo in fretta tendiamo a dimenticare. Ma basta sfogliare qualche pagina e subito gli odori e i sapori di quei giorni – di quell’estate – tornano prepotentemente alla ribalta, reali e vivi.

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IN CONCLUSIONE

Caratterizzata dal disegno morbido e poetico di Jillian Tamaki e dalle tinte bianco-azzurre che donano atmosfera e calma alla narrazione, E la chiamano Estate è un’opera così ben scritta e realizzata che non a caso ha vinto il Premio Gran Guinigi 2014 per la Miglior Sceneggiatura.

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E la chiamano Estate è uno di quei libri che porta a ricordare e a indugiare con nostalgia e affetto un attimo lungo un secolo, un tempo di cui possiamo conservare soltanto la memoria. Una lettura ideale per sfuggire al clima rigido, un volume che scalda il cuore.


E la chiamano estate
Come prima
Golem
La gigantesca barba malvagia
La grande odalisca



LA NOSTRA PAGELLA: 8.5/10



Marcello Bertonazzi

Newser e recensore milanese. Ha passato due terzi della sua esistenza a drogarsi di fumetti, libri e a collezionare dischi. Entra ed esce in continuazione dal tunnel delle serie tv. Pare purtroppo non ci sia più niente da fare. Felicemente irrecuperabile.

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1 Risposta

  1. 6 febbraio 2015

    […] e si entra nel mondo dei quasi grandi, il limbo eccitante e malinconico dell’adolescenza. (QUI per leggere la […]

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