Recensione: Punto di fuga

Editore Diábolo edizioni
Autori Lucia Biagi (testo e disegni)
Prima pubblicazione ottobre 2014
Prima edizione italiana ottobre 2014
Formato 18×23 cm
Numero pagine 159

Prezzo 15.95 euro

Penso che sarebbe più facile se avessi una meta, un posto dei sogni da raggiungere… ma adesso non ce l’ho. È come se avessi già visto e fatto tutto ciò che vale la pena fare. Come se il mondo non avesse più niente per me. E invece ho disperatamente bisogno di qualcosa di nuovo. Intanto resto qui. E aspetto.

LA STORIA

Sabrina è una ragazza fuori dagli schemi. Ribelle, forte, a volte un po’ cinica, ma molto fragile e sensibile.  Vive in una piccola città e si arrangia facendo un lavoro che non la appaga. L’unica valvola di sfogo in questa routine soffocante è bere e divertirsi con gli amici. Ma due fatti improvvisi la porteranno a sgretolarsi e ricostruirsi: una gravidanza non desiderata e la perdita del lavoro.

SABRINA: UNA GIOVANE ALLE PRESE CON LA CRISI ECONOMICA

La storia di Sabrina ci è raccontata dal punto di vista del suo fidanzato che la accompagna nel suo processo di crescita. Sabrina è una ragazza che vive gli anni della crisi economica. Si trova a vivere in un contesto che le offre poche prospettive e in un mondo del lavoro che, dopo averla fatta entrare temporaneamente al suo interno, la ributta fuori. Come costruire qualcosa in una situazione simile? Meglio divertirsi e vivere alla giornata. Ma un evento inatteso, una gravidanza non programmata, mette la protagonista di fronte a una scelta difficile.
Abortire porta Sabrina ad affrontare una lotta con sé stessa e con la società. La società che le dice di avere l’età giusta per avere un bambino e di pensarci bene prima di abortire è la stessa che non le rinnova il contratto di lavoro.
L’aborto è una scelta sofferta e inevitabile che la protagonista affronta con determinazione. Lei è una che vuole costruirsi le cose, che ama smontare e rimontare le sorprese dell’uovo Kinder e che fa la stessa cosa con sé stessa dopo quest’esperienza traumatica. Raccoglie i suoi pezzi, li mette insieme, fa l’inventario dei pezzi mancanti e li rimonta anche se questo la porta ad allontanarsi per un periodo dagli amici e dagli affetti.

Da questa autoanalisi verrà fuori una nuova Sabrina, con un nuovo lavoro, una nuova visione e il coraggio di riprendere in mano la sua vecchia vita anche se con qualche pezzo mancante. Dell’esperienza vissuta una sola traccia, un tatuaggio sulla pancia, che rappresenta quella parte di sé andata via nel suo percorso di crescita personale.

LA DELICATEZZA

Punto di Fuga, edito da Diábolo Edizioni, è in bicromia: giallo e blu. Così l’autrice, Lucia Biagi, commenta la scelta cromatica in un’intervista su “Panorama”: “Un libro tutto blu e giallo non è molto comune. Però sono convinta che sia una soluzione molto bella, e il giallo è un colore che rappresenta molto bene Sabrina, che è un po’ acida ma forte. Il blu dà quel freddo in cui lei finisce dentro, e mi piace l’accoppiata”.

Il fumetto affronta un tema difficile e lo fa con delicatezza senza cadere in triti e ritriti luoghi comuni. Descrive semplicemente le emozioni della protagonista e lascia al lettore la riflessione e il giudizio. Quella di Sabrina è una storia “normale”: una ragazza messa in stand by dalla società che non le permette una crescita lavorativa e personale, viene costretta a farlo dalla vita, assumendosi le proprie responsabilità e facendo i conti con il proprio senso di colpa.
Un fumetto che fa riflettere su un tema delicato e importante, da leggere e rileggere, prima di formulare giudizi netti e facili sull’aborto e sui giovani in tempi di crisi.


Punto di fuga
Miao
Matador
La macelleria
Il giovane Lovecraft

C4 MATITE:

Mariarita Sasanelli

Cresciuta a pane e Topolino, eccomi qui ad ampliare i miei orizzonti fumettistici, leggendo di tutto e scrivendoci recensioni. Curo anche La Rubriken di Bonvi su C4comic e correggo le bozze perché credo in un mondo migliore... con pochissimi refusi! :D

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