Manca soltanto – ma vedrete, succederà presto – che un graphic novel concorra e, magari, vinca uno Strega, un Viareggio, un Campiello.
Queste parole – scritte da Renato Pallavicini nella prefazione di Italia da fumetto (Francesco Fasiolo, Tunuè, 2012) – erano già state profetiche per Gipi, quando lo scorso anno arrivò tra i primi dodici finalisti del Premio Strega con il suo romanzo a fumetti Unastoria.
Quest’anno è la volta di Zerocalcare. Il suo ultimo libro, Dimentica il mio nome, ha avuto uno straordinario successo ed è stato candidato al prestigioso premio. L’artista romano ne parla in un’intervista di tre pagine pubblicata questa settimana su L’Espresso.
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